"Ennio", il documentario capolavoro sul grande autore di colonne sonore

21/02/2022
di Luca Corrias

Diretto da Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso, La Leggenda del pianista sull'oceano) il documentario è uscito il 17 febbraio nelle sale italiane, e rappresenta attualmente il miglior ritratto sul grande schermo del musicista due volte Premio Oscar. Con interventi di importanti registi, sceneggiatori e musicisti coi quali ha lavorato e che lo hanno stimato per tutta la vita (Bernardo Bertolucci, Dario Argento, Roland Joffè, Nicola Piovani, Franco Piersanti, Gianni Morandi e tanti altri) e con il contributo di Morricone stesso che ha spiegato numerosi aneddoti sui suoi lavori per il cinema e l'origine di molte sue composizioni. Il film comincia con Ennio che fa ginnastica nella propria casa, una metafora della sua serietà e metodicità con la quale affrontava anche la musica. Poi inizia a raccontare la sua infanzia negli anni difficili della guerra, il rapporto conflittuale con il padre trombettista, gli anni di studio impegnativi al conservatorio sotto la guida di Petrassi, fino al diploma in tromba e composizione. Terminati gli studi, dopo un colloquio andato male con la RAI, viene assunto come arrangiatore per l'RCA. Comincia così una brillante carriera di autore di musiche per le canzoni italiane, collaborando tra gli altri con Mina, Gianni Morandi e Edoardo Vianello. Ma la passione per il cinema spinge Morricone, dopo questa parentesi iniziale, a farsi una rete di contatti con musicisti quali Carlo Savina ad esempio, che stava lavorando a film storici importanti e grazie al quale Ennio suona la tromba nell'orchestra in numerose produzioni importanti. Arrivano i primi Western per i quali è compositore principale e li firma con lo pseudonimo Dan Savio. Poi l'incontro con Sergio Leone, con il quale erano compagni di scuola elementare e arrivano i successi commerciali dal loro sodalizio: (Il buono, il brutto e il cattivo, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, C'era una volta il West, Giù la testa e C'era una volta in America). La fase degli anni settanta è tra le più prolifiche per il compositore e riesce a trovare un nuovo linguaggio dalla vena più sperimentale. Sono di questi anni le collaborazioni con Liliana Cavani, I Fratelli Taviani, Elio Petri e Marco Bellocchio. Con ormai centinaia di colonne sonore alle spalle Ennio Morricone viene contattato da Produzioni internazionali e Hollywoodiane e da registi del calibro di Terence Malick (I giorni del cielo), Roland Joffè (Mission) e Brian De Palma (Gli intoccabili), capolavori per i quali guadagna le prime nomination all'Oscar. Gli anni novanta si aprono con Nuovo Cinema Paradiso, diretto da un Giuseppe Tornatore allora giovanissimo e colonna sonora del Maestro Morricone. Tra i due nasce un'intesa professionale destinata a durare per anni e insieme firmano i successivi capolavori: (La Leggenda del Pianista sull'Oceano, Malena, Baaria ecc.) Nonostante le diverse nomination non andate a buon fine l'Academy gli conferisce il Premio Oscar alla Carriera. La successiva collaborazione con Quentin Tarantino per "The Hateful eight" gli vale la sua seconda statuetta. A impreziosire quest'opera sul Maestro sono i tanti segreti che svela egli stesso sulla professione del compositore per il cinema, aneddoti e perle di saggezza, trucchi di composizione per un film che è un monumento all'arte della colonna sonora e racconta a 360 gradi il personaggio, l'artista e l'uomo che senza dubbio è stato il professionista più innovativo e iconico nel ramo cine-musicale.

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